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Diario
24 giugno 2004
Céline lasciò il blog per la prole, Achab per la neosposa
Mi congedo con un estratto del geniale racconto di Dave Eggers "Lettere di Steven, un cane, ad alcuni capitani d’industria", pubblicato da minimum fax nella raccolta "Burned Children of America"
Robert G. Miller
Amministratore Delegato
Rite Aid
30 Hunter Lane
17011 Camp Hill, Pennsylvania
Gentile signor Miller,
Lei non mi conosce e quanto sto per scriverle non la riguarda personalmente, ma nondimeno necessito della sua piena attenzione. Ho preso, ormai da qualche settimana, a scrivere lettere a persone come lei - però dal punto di vista di una cane di nome Steven. Ecco una lettera di questa fatta, per lei:
Mi chiamo Steven e sono nato subito dopo che i bambini sono tornati da scuola. Ho passato giorni ad abbaiare pur non sapendo perché stessi abbaiando. In quei giorni abbaiavo, abbaiavo, fino a diventare rauco e stanco, sapendo di non sapere perché abbaiassi, e tuttavia pensando per tutto il tempo che in un secondo momento sarei riuscito a capirlo. Ieri correvo sotto cento altissimi olmi, piantati in fila. Correvo verso una spianata dove l’erba sotto il sole era verdolina e soffice e mentre correvo con gli occhi vitrei per l’aria fredda ho pensato a mia sorella, che mi fu portata via tutti quegli anni fa, prima che le si aprissero gli occhi. Il mio pelo sembra carta vetrata, ma a toccarlo è magnifico. Ancora non so perché abbaio. In questo momento, dopo che è stato nuvoloso più o meno per una settimana, mi sento bene, mi sento riposato, come se non volessi abbaiare mai più. Ma so che ben presto mi ritroverò ad abbaiare, abbaiare finché non mi viene la voce roca, incapace di smettere di abbaiare oh mio Dio la gente mi fissa come se dovessi morire da un momento all’altro, per quanto sto abbaiando.
Be’, ora penso che sia tempo che lei torni al suo lavoro, signor Miller.
D.
Daniel O’Mara
5811 Mesa Drive, # 216
78731 Austin, Texas
| inviato da il 24/6/2004 alle 14:43 | |
21 maggio 2004
Non in tre in motocicletta!

Ma era la Festa della Polizia o il Circo Orfei ?
| inviato da il 21/5/2004 alle 11:5 | |
21 maggio 2004
Titti Tremonti e Gatto Fini
Esilarante commento di Massimo Riva sull'Espresso di oggi:
"lo scontro fra il vicepresidente Fini e il ministro Tremonti assomiglia sempre di più alla nota serie di 'cartoons' che hanno come protagonisti Gatto Silvestro e il canarino Titti. Ormai non passa mese o settimana senza che l'astuto Fini-Silvestro escogiti qualche ultimativa trappola per mettere le mani sulla gabbia dentro la quale cinguetta presuntuoso e arrogante Titti-Tremonti. Ma ogni volta, implacabilmente, il tentativo si risolve in una disastrosa ritirata dello sfortunatissimo gatto. Anche perché, nelle rare occasioni in cui gli attacchi di Silvestro-Fini sembrano più vicini all'obiettivo, ecco intervenire, come nel celebre filmino, la nonna Berlusconi che salva l'uccellino in pericolo, coccolandolo sotto gli occhi furenti e desolati del malcapitato assalitore"
Qui il resto
| inviato da il 21/5/2004 alle 11:0 | |
10 maggio 2004
L'autocandidatura di Gaspar
Maurizio Gasparri dichiara al Giornale di sentirsi pronto per fare il Commissario Ue. Domanda: ma chi te l'ha chiesto?
| inviato da il 10/5/2004 alle 10:35 | |
28 aprile 2004
An trash
Vorrei approfittare del blog per porre una domanda al mitico viveur, Ignazio La Russa, a tempo perso coordinatore di An.
Caro 'Gnazio,
capisco che sentirsi ripetere per decenni che la cultura è di sinistra per definizione, che non può esistere un pensiero culturale-artistico di destra abbia lasciato profonde ferite.
Capisco l'irrefrenabile voglia di rivalsa.
Ma ti chiedo (perdona il cameratesco tu): ci si riscatta andando a pescare nel trash dello spettacolo? Dopo Lando Buzzanca, Lino Banfi, Luca Barbareschi era proprio necessario reclutare Marcella Bella?
tuo, Achab
| inviato da il 28/4/2004 alle 11:9 | |
28 aprile 2004
Irak, il ritiro delle trousses
Christian Rocca, il Foglio
Al direttore - Lilli a Bruxelles. A Baghdad finalmente si ritirano le trousses
| inviato da il 28/4/2004 alle 9:40 | |
20 aprile 2004
¡Arriba España!
| inviato da il 20/4/2004 alle 18:20 | |
20 aprile 2004
Esposto come un Buffalo Bill
Roberto Beccantini, La Stampa:
Gli hanno dedicato film, piéce teatrali e un museo itinerante; Claudia, la moglie sposata al Luna Park di Buenos Aires con sfarzo hollywoodiano, gli ha dato due figlie, Djalma e Giannina;un figlio, Diego junior, l'ha avuto da Cristiana Sinagra, frequentata all'epoca dell'avventura napoletana. E' stato ammanettato in diretta tv con le pupille stuprate dalla coca, ha sparato ai giornalisti che bivaccavano attorno alla sua villa, ha scelto la Cuba di Fidel Castro, come tana di un'età che matura, almeno nel suo caso, non è mai stata. (...) E' sempre stato, semplicemente, il più esagerato. Agenti senza scrupoli ne hanno succhiato, avidi, il conto in banca. Non ha mai saputo scegliere, Diego: né fra gli amici, né fra le donne. Usa e getta, getta e usa: sempre, e sempre di più. Goloso, blandito, religioso: anche il peccatore che molti vorrebbero essere.(...) Resta memorabile l'allocuzione che rivolse ai giornalisti alla vigilia della semifinale Italia-Argentina, Mondiali del 1990, in programma al San Paolo: «Trovo di cattivo gusto chiedere ai napoletani di essere italiani per una sera, dopo che per 364 giorni all'anno, li trattate da terroni».(...) Il frettoloso sodalizio con il dopatissimo Ben Johnson, le foto con Fidel e con Menem, l'impiego della politica come clava, un po' profeta e un po' imbonitore, fedele al suo machismo da strada, 353 gol in tutto, solo 6 con il piede destro. Nel gennaio del 2000, a Punta del Este, la Rimini uruguagia, la prima, squassante, crisi di cuore. Si è ripreso, è venuto più volte in Italia, trofeo ambito dei Biscardi e delle Carrà. Esposto come un Buffalo Bill un po' andato, ma capace, ancora, di sollevare un alito di audience. Un'icona gonfia e tragica.
| inviato da il 20/4/2004 alle 17:14 | |
16 aprile 2004
L'Indipendente vs Il Foglio
Scrive oggi L'Indipendente:
«Andrea Marcenaro ieri nella rubrica che Il Foglio gli pubblica in prima pagina, si chiedeva se davvero li vogliamo riportare a casa gli ostaggi italiani, visto che "vestono da trucidi, hanno i braccioni, le magliette attillate e tanti muscolacci".
Sia contento Andrea Marcenaro, almeno Fabrizio Quattrocchi ("un fesso" secondo lui) a casa non tornerà mai più. Ora chissà cosa scriverà nei prossimi giorni, chissà se ieri - mentre il suo articolo era ancora caldo e il corpo di Quattrocchi già freddo - è almeno riuscito a vomitarsi addosso per le infamie che ha scritto, per i suoi calembour di merda che tanto ci ricordano lo scempio di Sofri su Lotta Continua».
| inviato da il 16/4/2004 alle 12:49 | |
9 aprile 2004
Vota Uguccione!
Il Partito dei Comunisti Italiani di Cossutta&Diliberto candiderà per le elezioni europee Bebo Storti.
La fantasia al potere
| inviato da il 9/4/2004 alle 16:6 | |
5 aprile 2004
JAN's party
04.04.04 alle ore 4 festeggiati i primi 4 mesi di JAN
| inviato da il 5/4/2004 alle 16:50 | |
1 aprile 2004
Azione Bambini
Il movimento giovanile di Alleanza Nazionale, Azione Giovani, ha eletto domenica a stretta maggioranza il nuovo segretario, Giorgia Meloni, 27 anni, romana, ex consigliera provinciale, non rieletta alle ultime elezioni. La Meloni, che fa capo alla corrente di Gasparri e La Russa, ho sconfitto Carlo Fidanza, sostenuto dalla Destra sociale. Sembra che le due correnti in gara si siano divise soprattutto sul grado di ostilità a Israele, e al relativo pellegrinaggio di Fini. La Meloni, moderata, spiegava in una recente intervista, cosa la rendeva pronta per un incarico di dirigente in AN: “La nostra bibbia è Il Signore degli Anelli di Tolkien. Siamo portatori dei valori della spiritualità”. La Meloni, ha così riassunto il suo programma di neoeletta: “La risoluzione pacifica della guerra israelo-palestinese, e la difesa dell'interesse nazionale per la costruzione di un'identità forte”. Perché mai Israele debba essere al primo punto di un partito italiano è un mistero. O forse, davvero, quello dell’antisemitismo è ancora un nervo scoperto.
(Valerio Fioravanti, L'Opinione)
| inviato da il 1/4/2004 alle 20:17 | |
1 aprile 2004
Mito che uccide
Mirella Serri sulle pagine culturali de La Stampa recensisce il libro "Mito che uccide" di Mario Baudino. Una sorta di biografia di Otto Rahn, l'intellettuale tedesco che rispolverò il mito dei càtari. Visionario e ascetico, persecutore e perseguitato. Gian Enrico Rusconi scrive dell'aggancio della mitologia dei càtari all'ideologia nazionalsocialista
«Incrocio di affabulazioni. miscuglio transtorico di leggende, menzogne, teorie teosofiche e razziste e intuizioni scientifiche. Ma anche di ispirazioni artistiche».
| inviato da il 1/4/2004 alle 16:32 | |
30 marzo 2004
C'erano una volta i comunisti
Quest'oggi allegato al manifesto - "quotidiano comunista" - c'è il supplemento auto-critica. Contenuto: 28 pagine sull'automobile. Di cui:
1 pagina pubblicitaria Toyota + 1 pagina pubblicitaria Renault + 2 pagine pubblicitarie Seat + 1 pagina pubblicitaria Mercedes + 1 pagina pubblicitaria Peugeot + 2 pagine pubblicitarie Fiat + 1 pagina pubblicitaria KIA + 1 pagina pubblicitaria Citroen + 1 pagina pubblicitaria Volvo + 1 pagina pubblicitaria Land Rover + 1 pagina pubblicitaria Honda
Ah dimenticavo! ci sono anche degli articoli di contorno.
(Nostalgie degli scontri Lama-Romiti)
| inviato da il 30/3/2004 alle 12:5 | |
29 marzo 2004
Lo strano caso del Senatùr ucciso a mezzanotte
Mettiamo il caso che l'Umberto sia passato a miglior vita...
Mettiamo il caso che i colonnelli con il fazzoletto verde vogliano tenere nascosta la notizia...
Mettiamo il caso che il Cav. tema lo sbrindellamento delle truppe leghiste e regga il gioco...
Mettiamo il caso che con un Bossi in terapia intensiva la Lega, per una sorta di cavalleria politica, non venga momentaneamente descritta come il ritrovo di trogloditi manigoldi...
Mettiamo il caso che sfruttando questo momento di armistizio diplomatico Bobo & Co. portino a casa l'agognata devolution...
Mettiamo il caso che il tutto sia finalizzato ad arrivare alle elezioni europee/amministrative di giugno dove lanciare la campagna "un voto per l'Umberto"...
| inviato da il 29/3/2004 alle 18:10 | |
26 marzo 2004
Il libro del Papa
| inviato da il 26/3/2004 alle 17:29 | |
24 marzo 2004
Separati alla nascita

(Yassin - Saruman)
| inviato da il 24/3/2004 alle 14:37 | |
22 marzo 2004
E' tempo di falchi
| inviato da il 22/3/2004 alle 19:19 | |
19 marzo 2004
Jena
«All'ultimo momento Berlusconi non ha potuto partecipare alla manifestazione contro il terrorismo. Lo hanno sostituito Schifani, Cicchitto e Fassino»
Jena, il manifesto
| inviato da il 19/3/2004 alle 17:46 | |
18 marzo 2004
C'è solo un Divin Giulio
Secondo il Velino i governi europei stanno già pensando ai nomi dei prossimi commissari. Per il Belpaese pare certa la conferma di Mario Monti (il Cav. ha apprezzato il suo declinare la proposta di candidatura del Triciclo) per l'altro posto si autocandida Rocco Buttiglione, ma potrebbe andare a Giulio Tremonti
| inviato da il 18/3/2004 alle 16:33 | |
18 marzo 2004
La signora Brichetto Arnaboldi e i Ds
Sostengono ventinove deputati Ds che tutte le iniziative prese fino ad oggi dal Ministro per l'Istruzione non sono validi. La titolare del dicastero ha firmato il decreto che introduce la riforma della scuola con il nome, a tutti conosciuto, di Letizia Moratti. Ma il vero nome della signora è Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti.
«Gli atti devono essere firmati con l'indicazione del proprio nome e cognome e questo si ottiene, in caso di una donna sposata, aggiungendo al proprio cognome quello del marito, ma mai sostituendo al proprio cognome quello, casomai particolarmente noto, del marito».
| inviato da il 18/3/2004 alle 15:34 | |
17 marzo 2004
Elefantino spazientito
 Giuliano Ferrara è stanco e, commentando le gesta della destra cialtrona che ha affossato la legge Boato sui poteri di grazia del Quirinale, afferma:
«Questo giornale e' nato da un patto d'amicizia non servile con Berlusconi, ora dovrebbe chiudere all'istante, insieme con un'amicizia consumata. Essendo un giornale minimamente utile, andiamo avanti nella piu' assoluta liberta', senza piu' illusioni e senza rancori, finche' la proprieta' editoriale non decidera' di cacciarci».
| inviato da il 17/3/2004 alle 19:56 | |
17 marzo 2004
Il mondo alla fine del mondo
Clamoroso sciacallaggio de "il manifesto" su Luis Sepulveda. Lo segnala Pfaall
| inviato da il 17/3/2004 alle 19:0 | |
17 marzo 2004
Il caudillo José Maria ?

Tornano gli spettri di una destra bieca, reazionaria a cui piace accarezzare le sciabole. Pedro Almodovar riferisce all'Unità che José Maria Aznar stava pensando ad un golpe. O meglio ad un rinvio delle elezioni per motivi di emergenza, con contestuale denunce contro i partiti di opposizione. Il progetto sarebbe fallito per l'opposizione del Re e delle forze di polizia.
Mariano Rajoy ha annunciato una querela contro il regista.
| inviato da il 17/3/2004 alle 16:50 | |
16 marzo 2004
La fermezza di Scalfari
Scrive Eugenio Scalfari oggi sul giornale da lui fondato:
«esiste una sola valida ricetta per combattere il terrorismo: prosciugare l'acqua che lo circonda lasciandolo a secco (..) così fu distrutta la prima e la seconda generazione terrorista nell'Italia degli anni di piombo. Quando ancora oggi si parla (..) di album di famiglia per mettere allo scoperto le derivazioni leniniste di quel fenomeno si crede di mettere in imbarazzo i figli e i nipoti della politica di Berlinguer. Si dimentica che la vittoria sulle Br fu dovuta soprattutto, ma vorrei dire quasi interamente, alla fermezza con la quale il Pci di allora e il sindacato di allora prosciugarono l'acqua nelle fabbriche e nella classe operaia intorno al pesce brigatista».
Che stupidi che eravamo! Quei timidi riferimenti ai "compagni che sbagliano", quelle complicità di giornalisti, intellettuali, magistrati dell'intellighenzia rossa era solo una strategia di prosciugamento.
| inviato da il 16/3/2004 alle 19:40 | |
12 marzo 2004
L'Italia del i Gabibbi
Raccontata da Gianluca Neri. Qui
| inviato da il 12/3/2004 alle 10:5 | |
12 marzo 2004
11 marzo 2004: siamo tutti spagnoli

(Per Mediavideo ieri la notizia d'apertura era la crisi cardiaca del Senatùr)
| inviato da il 12/3/2004 alle 9:53 | |
10 marzo 2004
Bush copia il Cav?
E' quanto sostiene Federico Rampini nel suo blog, riportando il nuovo spot anti-Kerry
| inviato da il 10/3/2004 alle 18:12 | |
9 marzo 2004
L'arroganza di M. Sollers
Philippe Sollers è un noto intellettuale francese, editor della celebre Gallimard. In un'intervista a La Stampa prova a replicare alle critiche rivolte da Barbara Spinelli all'intellighenzia d'oltralpe. Alcuni stralci della bella intervista del corrispondente da Parigi, Cesare Martinetti.
Battisti non è stato estradato per un vizio di forma nella procedura, non perché la richiesta sia stata giudicata infondata
«Lo so, ma la questione è: si può estradare qualcuno oggi per fatti che risalgono a venticinque anni fa?».
E' dal '90 che l'Italia chiede l'estradizione di Battisti, processato e condannato da corti normali e non speciali come dite voi.
«Comunque sono passati venticinque anni...»
Si tratta di omicidi. Lei crede che gli omicidi debbano essere prescritti?
«No».
Nel diritto francese gli omicidi cadono in prescrizione?
«No».
Dunque, bisogna fare eccezione con Battisti?
«No, ma guardi, in quegli anni in Italia c'era una vera guerra civile».
Non c'era nessuna guerra civile, ma un fortissimo conflitto sociale nel quale gruppuscoli di assassini hanno tentato di imporsi e sono stati isolati, dalla società e dal sistema democratico.
«Ma non bisogna dimenticare che c'erano gli attentati e le stragi di estrema destra».
E allora? Per rispondere ad atti criminali lei pensa fosse giustificato assassinare a freddo un maresciallo, un agente, un macellaio e un gioielliere come hanno fatto i Pac di Battisti?
«No, non giustifica certo, sono d'accordo con lei, non ho
nessuna intenzione di difendere dei crimini (..)».
| inviato da il 9/3/2004 alle 16:28 | |
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